E’ duro non avere un posto dove rifugiarsi quando si ha una ferita.
- Kitchen; Banana Yoshimoto
“Proverò a parlare di me. A presentarmi con parole mie. L'ho fatto tante volte quando ero a scuola. Ognuno di noi a turno doveva mettersi di fronte alla nuova classe e presentarsi. Era una cosa che odiavo. O meglio, piú che odiarla non ne vedevo il senso. Che potevo saperne io di me stesso? Ero proprio io quel personaggio che riuscivo a percepire con la mia coscienza? Proprio come quando uno non riconosce la propria voce incisa su un registratore, mi chiedevo sempre se l'immagine che percepivo di me stesso non fosse un'immagine distorta che mi ero fabbricato su misura. Ogni volta che ero costretto a presentarmi davanti alla classe, mi alzavo in piedi con una sensazione di disagio. Mi sembrava di essere un truffatore. Per questa ragione cercavo sempre di dire solo fatti oggettivi, evitando interpretazioni o commenti: Ho un cane, mi piace nuotare, non mi piace il formaggio eccetera. Malgrado ciò provavo lo stesso la sensazione di star parlando dei fatti immaginari di una persona immaginaria. Anche quando ascoltavo gli altri, mi sembrava che parlassero tutti di qualcuno che non erano loro. Tutti vivevamo respirando l'aria irreale di un mondo irreale.”— Haruki Murakami
(via ragazzo-fenice)
eh
“[…] Ma intanto ti esaminavo disperatamente, freneticamente, tentando di risolver l’enigma, decifrare il fascino anzi la magia che emanava da te. C’era qualcosa in te, mi dicevo, che nel medesimo tempo attraeva e respingeva, struggeva e terrorizzava. Come quando si guarda dall’ultimo piano di un grattacielo e ci sembra di volare, ma insieme ci sembra di precipitare nel vuoto.”— Oriana Fallaci, Un uomo. (via dieich-dihyaa)
“Le fotografie di un passato lontano o vicino ci guardano, e non si stancano di guardarci, sempre con la stessa domanda: “E poi, cos'è successo?””— Mario Benedetti, da Il diritto all’allegria (Vivir adrede), Vivere, 7. Fotografie (via somehow—here)
“I always used to say to my writing students, no matter how good or bad a writer you are, your voice is unique. A great writer’s uniqueness tells us things about life we either didn’t know before, or did but never thought of it in the way they expressed it. When they’re gone, we lost that perspective to tell us how they see the rest of the world/life.”— Jonathan Carroll
“All of us are stuntmen in our own lives. We take great risks, we fall down, we get hurt, if it fails we get up and do it again. Sometimes we even die in various ways. The only difference between us and the Hollywood professionals is no one is filming us putting our lives on the line.”— Jonathan Carroll